2020 anno orribile

Turbamento e incredulità sono lo stato d’animo di chi come noi ogni giorno è impegnato nel difficile compito di contrasto nei confronti dell’Alzheimer. Mai potevamo immaginare che un Virus oscuro e letale potesse colpire repentinamente migliaia e migliaia di persone attraverso il contagio.
Oltre 30 milioni sono le persone che hanno contratto il Virus nell’arco di tempo di pochi mesi e superato un milione i decessi causati dal CoVid 19. Bastano questi due dati per descrivere uno scenario terribile che ha visto tutti impreparati nel far fronte al bisogno di protezione dal contagio prima e di cura per coloro che sfortunatamente dal contagio non sono sfuggiti.
Quali sono le persone che più di altre hanno pagato con la vita i limiti, le carenze dei governi e in generale delle classi dirigenti degli stati? Sono le persone anziane più fragili, le persone malate, quelle colpite dal morbo d’Alzheimer che si stima siano 47 milioni nel mondo.
Sono molteplici le occasioni in cui la nostra Associazione ha richiamato le istituzioni preposte, le forze politiche e sociali a farsi carico del rischio che l’Alzheimer diventi una condizione soggetta al duplice peso di una epidemia propria a cui si somma quella di Coronavirus. Da tempo la nostra Associazione, sostiene che il tema della Demenza e in particolare la forma più devastante che è l’Alzheimer abbia bisogno per la Valcamonica di una struttura moderna, capace di migliorare la qualità dei servizi che oggi offrono le quattro RSA dotate di nuclei Alzheimer.
Il Paese Ritrovato, Struttura realizzata a Monza può essere un punto di riferimento per lo studio di un progetto che riguardi la nostra realtà. Sappiamo che servono investimenti costosi ma non vi sono alternative, o si entra nei programmi di potenziamento della sanità che sono allo studio, o per anni non ci saranno altre occasioni, visto le dimensioni enormi del debito pubblico.
Le voci di un possibile intervento vanno esplicitate perché i tempi sono stretti e vorremmo poter dare il nostro contributo, visto che da anni la nostra Associazione è impegnata nella campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema dell’Alzheimer, partendo dai bisogni inconfutabili che ha la nostra comunità.
Sono i numeri certificati dall’istituzione sanitaria territoriale che dimostrano come i 75 posti nelle RSA della Valle sono insufficienti rispetto alle centinaia di pazienti che avrebbero bisogno di risposte appropriate, senza dimenticare il rischio che oggi corre la famiglia costretta a convivere con il malato.
Noi continueremo la nostra campagna di studio della realtà, di sensibilizzazione della comunità, di raccolta fondi da destinare alla ricerca scientifica. In questi mesi, nel rispetto dei provvedimenti governativi e regionali abbiamo  cercato di non chiuderci in attesa del ritorno alla normalità.
Il mese di settembre, mese mondiale dell’Alzheimer, non potendo promuovere la sempre partecipata Camminata Solidale da Darfo a Pisogne, si è escogitato un nuovo modo di segnare la nostra presenza chiamando i cittadini a camminare da soli o comunque in condizioni rispettose dei provvedimenti restrittivi e indossando la maglietta appositamente predisposta.
La risposta è stata straordinaria, testimoniata dalle molte richieste di magliette e dalle relative immagini fissate durante le camminate.
Un’altra iniziativa fatta che ha avuto successo è quella effettuata in piazza a Edolo dove si è distribuito materiale conoscitivo dell’Alzheimer, chiesto contributi per finanziare la ricerca scientifica e fare proselitismo a favore della nostra Associazione in modo da renderla più grande e più forte. Questo vuole essere il nostro contributo per non soccombere al disastro che può generare la pandemia del Coronavirus.
Essere sempre di più punto di riferimento per le famiglie, per le persone e per gli operatori, promuovendo laboratori dove si confrontano esperienze e modalità relazionali con il supporto di personale qualificato Il volontariato organizzato può dare un grande contributo perché a tutti i malati di Alzheimer sia garantito il diritto alla dignità umana.
Da questa tragedia della pandemia si uscirà tutti più poveri anche economicamente e sarà il grado di disponibilità alla solidarietà che consentirà alle comunità di promuovere le iniziative necessarie affinché nessuno sia lasciato solo nel momento del bisogno. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, sia nel rapporto con le istituzioni
che con le altre Associazioni. Una comunità solidale si preoccupa del benessere di tutti e promuove le
iniziative solidaristiche necessarie per aiutare chi si trova in difficoltà.


Pisogne, settembre 2020




19 Febbraio 2020 - Visita al Paese Ritrovato

Era il 2014 quando la Presidente Annarosa Moreschi e la vice Presidente Loretta Pagliarini andarono in Olanda a visitare una moderna e allora unica struttura per la cura e l’assistenza di persone malate d’Alzheimer.

Tornarono entusiaste di quanto avevano visto, ma anche consapevoli di essere di fronte ad un progetto dalle dimensioni e dai costi troppo grandi per un territorio come il nostro.

Nonostante ciò si continuò a mantenere accesa la speranza di riuscire a dotare la Valle di una struttura capace di dare una risposta nuova, meno farmacologica, meno costrittiva, di quella generalmente in uso oggi.

La notizia che in provincia di Monza era stata realizzata una struttura moderna sommata alle aperture del Consigliere Regionale Ghiroldi, sulla possibilità di candidare la Valcamonica nella realizzazione di un centro sperimentale per la cura dei malati di Alzheimer, ha riacceso le nostre speranze.

Abbiamo pertanto chiesto di poter visitare la struttura di Monza, chiamata Il Paese Ritrovato e già mercoledì 19 febbraio una delegazione guidata dal Consigliere Ghiroldi ha potuto visionarne il funzionamento.

Certo rimangono ostacoli non facili da superare che sono i costi di realizzazione del Progetto e quelli della Retta giornaliera, ma se i cittadini della Valle, la forze politiche, le forze sociali le istituzioni territoriali si schierano gli ostacoli non svaniscono ma si abbassano.

Ora serve un tavolo coordinato dal Consigliere Ghiroldi, un tavolo di tutti, perché le assenze porteranno la responsabilità di avere allontanato una meta possibile.



Convegno " Disturba chi? ". Sala Conferenze Ospedale di Esine 07.02.2020

E’ la prima volta che è l’Ospedale di Esine a ospitare un’iniziativa pubblica come quella che si è svolta la sera del sette di febbraio per iniziativa dell’Associazione Alzheimer Camuno Sebino congiuntamente con l’ASST di Valcamonica.

L’appuntamento, previsto da qualche tempo, aveva come oggetto il tema dell’Alzheimer nella fase particolare dei disturbi del comportamento, che la Espanoli Letizia fondatrice del SENTE – MENTE proget ha saputo descrivere come i Disturbi possono, se indagati, divenire comportamenti speciali.

C’era attesa per questo incontro, si evince dalla presenza di un pubblico in prevalenza formato da personale dell’Ospedale interessato anche professionalmente, venuto per conoscere, per capire.

In apertura della conferenza la Presidente dell’Associazione Anna Rosa Moreschi, è intervenuta non solo per ringraziare i responsabili dell’ASST di Valcamonica, la competente Letizia Espanoli e il pubblico presente, ma anche per ribadire la determinazione dell’Associazione nel porre in evidenza le problematiche che vivono i malati e le loro famiglie, l’esigenza di investimenti in formazione del personale, un impegno straordinario delle istituzioni nel sostenere l’Associazionismo di volontariato in aiuto alla persona.

Dopo un lungo applauso della platea all’intervento della Presidente Anna Moreschi, ha preso la parola, il Direttore Sociale dell’ASST Maurizio Morlotti che ha ringraziato l’Associazione per quello che fa, dichiarando l’interesse dell’ASST al progetto SENTE-MENTE.

Prima di dare la parola alla Espanoli la responsabile del reparto di Neurologia dell’Ospedale di Esine Dott.ssa Turla Marinella ha illustrato il ruolo del Servizio svolto all’interno dell’ospedale in termini di Pazienti Visitati, Pazienti Curati, Pazienti Attesi.

Infine la parola alla Espanoli che con la capacità comunicativa ha saputo intrattenere tutti ripassando il modello SENTE-MENTE come strumento nuovo, complementare a quello farmacologico, basato sulla capacità di relazionarsi con le persone malate di Alzheimer attraverso il linguaggio delle emozioni.

E’ giusto fare di tutto per dare voce ai famigliari, agli operatori, ma è giusto e doveroso, dare voce ai malati.

Non Dementi ma persone che vivono con la demenza, che non rifiutano la cura, ma chiedono relazioni attraverso il linguaggio delle emozioni.

Quali emozioni, le loro emozioni, imparare a cogliere le loro emozioni, prestare attenzione ai loro gesti, fare tentativi.

L’importanza di avere un Ambiente adatto, di prestare attenzione al tempo necessario per capire e quello per replicare.

Finisce la serata con un applauso denso di emozioni.

Prima di sciogliere la riunione è intervenuto il Direttore Generale dell’ASST Maurizio Galavotti che ha voluto personalmente portare il saluto e la sua attenzione al tema del volontariato organizzato.